All'improvviso l'italiano si scopre privo di risorse economiche, cultura, onesta', senso civico e perfino speranza. Ovvero un
povero italiano !
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Povero ceto medio!

 
Ricacciati nell'incubo

Nel 2004, per l'Istat, in Italia sono 800mila le persone in più con un reddito inferiore al 50 per cento del reddito medio nazionale, inferiore cioè a 511 euro. Il disagio fotografato a Roma dai servizi di Sant'Egidio è in linea con i dati Istat: la povertà interessa ora il ceto medio, famiglie con un'abitazione, gli anziani e, spesso solo per un periodo iniziale, gli immigrati. il vecchio ceto medio, asse portante del consenso politico nella Prima repubblica, si scopre «a rischio di poverta'». Assiste attonito a una perdita progressiva di status, a un peggioramento della posizione sociale, a una diffusione dell’incertezza che alimenta l’ansia. I suoi stipendi hanno camminato come lumache mentre i prezzi hanno corso da lepri. I Bot d’una volta li hanno traditi e basta un evento straordinario, come ad esempio la separazione coniugale, lo sfratto o la malattia grave di un congiunto — a far retrocedere alla poverta' la condizione della famiglia-tipo dell’ex ceto medio.

 

Colletti bianchi sempre piu' grigi

Siamo arrivati anche ai colletti bianchi che fanno la fila ai punti d’ascolto degli psicologi della Caritas. E se in molti casi questo ancora non avviene, e' solo per vecchi orgogli. Accade che le mogli separate di impiegati preferiscano rivolgersi alle parrocchie per chiedere alloggio e lavoro, e nelle grandi città il fenomeno si ripete con una frequenza preoccupante. «Stanno diventando le vere centraline del cambiamento», avverte la Caritas. Studiando la mappa geografica del declino e della vulnerabilità, si scopre come « l’area maggiormente toccata non sia il Mezzogiorno ma il Nord Ovest ».  Se nel Sud il reddito è sicuramente più basso, nell’ex triangolo industriale una famiglia su cinque soffre di « disagio abitativo » e dell’impossibilità di risparmiare. Il ceto medio d’una volta, invece, aveva la casa di proprieta' quasi per definizione, anche se acquistata a prezzo di sacrifici e della cessione del quinto dello stipendio. I Bot, poi, dai primissimi anni Ottanta fino alla metà dei Novanta hanno assicurato a impiegati, insegnanti e artigiani un secondo stipendio. Per cento milioni di vecchie lire investite nei suoi titoli lo Stato pagava ai sottoscrittori anche 10 milioni l’anno. Tutto questo non c’è più.